Perché comprare vicino?
La relazione tra le persone fa il negozio di prossimità.
Raffaella Claudili
EPIC di valore storico, artistico e culturale
Tre fiori di carta a fare da manichini, i tessuti annodati come abiti pronti da indossare. Potrebbe essere l’allestimento di una grande maison in una capitale della moda, ma siamo nel cuore di Torino.
Quella descritta è una fotografia dei primi anni Sessanta, scattata per un concorso cittadino. La vetrina è quella di Russo Tessuti Alta Moda, che apre nel ’52, quando Savino Russo sceglie il commercio di tessuti come suo nuovo mestiere.
Prima l’abbigliamento maschile, poi quello femminile, insieme alla figlia Nella. Con il tempo l’attività si specializza e passa di mano in mano, fino all’ingresso della terza generazione con Raffaella Claudili. Una continuità familiare che ha permesso al negozio di restare sempre nello stesso punto, con lo stesso sguardo sulla qualità.
Entrare da Russo significa toccare broccati e velluti, sete jacquard e fil coupé, tulle ricamati, lane pure, cotoni e lini. Tessuti italiani scelti per come cadono, per come tengono il colore, per come diventano abito. Qui la moda inizia dalla materia, prima ancora che dal disegno.
È vero, la confezione industriale ha ridotto lo spazio della sartoria, ma oggi ritorna la ricerca dell’abito pensato, e quindi del tessuto giusto. Ritornano i sarti e le sarte, le scuole di moda, i clienti — qui in vista di una cerimonia, per un capo su misura o, ancora meglio, per ricevere un consiglio.