Da Crocetta a Santa Rita
Guai a farsi ingannare. Certi quartieri della città avranno pure una reputazione da zone più tranquille, merito di una vocazione soprattutto residenziale. Ma lungo le vie principali di Crocetta e Santa Rita, ad alternarsi con i portoni in legno dei palazzi e gli androni in marmo dei condomini più recenti, si accendono le luci di tante piccole attività. Sono i negozi di vicinato, ovviamente, e sono i protagonisti del tessuto cittadino.
Dove c’è città ci sono negozi. E dove ci sono i negozi la città è più viva. Fra case e palazzi, sono loro a portare dinamismo e personalità ai quartieri.
Il percorso parte dal mercato della Crocetta, tra le bancarelle più eleganti della città. Questo è il cuore del quartiere, con la chiesa in stile neo-medievale su corso Einaudi e, su un fianco, il largo occupato ogni mattina dai banchi dei venditori. Sullo spiazzo affaccia una chiesetta più antica, che risale perfino al Seicento, accanto a cui parte un breve vicolo in porfido – una rarità da queste parti – su cui si estende parte del mercato.
Dall’alto, l’isolato triangolare disegnato dalla viuzza ricorda quasi una lama, e allora non sarà un caso se qui abbia il suo ingresso la Coltelleria Iori, negozio familiare di articoli per la cucina e la cura della persona, che mantiene ben attivo il servizio di arrotatura. Sempre in questo piccolo isolato, ma sul lato opposto, ha poi sede il vero decano della zona: la ultrasecolare Ferramenta Allora, aperta addirittura nel 1909.
Il mercato della Crocetta è tradizionalmente legato al vestiario, e il gusto per la moda e lo stile si estende alle vie dei dintorni. Per chi cerca abiti da uomo, il nome di riferimento su corso De Gasperi è quello di Fabris, con la sua selezione di capi eleganti dominata dalle tonalità del blu. A pochi passi ci sono poi Panda Again, negozio di calzature da donna in via Colombo, e la personalissima storia di passione per l’abbigliamento femminile proposta da Charme, con la sua insegna che spunta da un condominio di via Piazzi. Per tornare all’eleganza maschile basta attraversare corso Duca degli Abruzzi e camminare pochi minuti fino alle vetrine di Gino Baudino su via Pigafetta e alla sua collezione dal formale al casual.
Difficile non abbinare Crocetta alla parola eleganza. Per l’architettura, e per la cura verso il vestiario mostrata da bancarelle e negozi. Ma oltre alla moda c’è di più.
Tra edifici di epoca Liberty e nuove palazzine, la diagonale tracciata da corso De Gasperi è l’asse principale di questo pezzo di città, con tanti bar sempre frequentati e attività per la casa come Manifesta, un po’ negozio di cornici e un po’ galleria. Dal mercato fino a largo Orbassano, le vie intitolate ai grandi esploratori del passato scandiscono il passo e invitano, giustamente, a scoprire i dintorni: il Teatro Gioiello, l’istituto gestito dai salesiani e l’oratorio, il pub. Una vetrina dopo l’altra, il corso conduce via verso largo Orbassano – non prima però di una sosta all’Enoteca Ferrero, storica “casa vinicola” che promette “vini d’altri tempi” e un ambiente sereno.
Manifesta
Casa
corso Alcide De Gasperi 20
Ad ogni opera la cornice ideale. Manifesta produce cornici artigianali su misura con materie prime di alta qualità e l’occhio di chi fa questo mestiere da diversi anni. Scopri di più
Enoteca Ferrero
Cibi e bevande
corso De Gasperi 65/D
Gli scaffali di legno vissuto, la volta in mattoni, i pochi tavoli tondi circondati dalle bottiglie in fila: nel piccolo locale tutto contribuisce a creare un’atmosfera intima, familiare, e questa infatti è innanzitutto la storia di una famiglia. Scopri di piùLargo Orbassano è il punto di congiunzione fra Crocetta l’elegante e la popolosa Santa Rita, snodo centrale della rete viaria e, sotto la superficie, di quella ferroviaria. Da quando i binari sono completamente interrati, da qui parte un corridoio verde, chiamato “la Clessidra” per via della forma, un parco quasi lineare che ricuce le due porzioni di città e offre una passeggiata fino all’Ospedale Mauriziano.
Nella mappa della città, di ogni città, snodi come questo hanno un ruolo speciale: segnano il passaggio da un quartiere all’altro, e così ci aiutano a navigare la città. Nessun cambiamento radicale, lungo corso IV Novembre, ma di certo un cambio di passo. Il viale alberato guida le persone in un’area legata alla storia militare locale, scandita da grandi strutture: la caserma Montegrappa, il vecchio ospedale militare e, ovviamente, il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto o, come tutti lo chiamano, Piazza d’Armi.
Il grande parco rettangolare è lo spazio verde di riferimento per famiglie, ragazzi e sportivi di un’ampia fetta di Torino: è frequentato abitualmente per correre, allenarsi, sfidarsi a basket, ma anche per fare colazione al chiosco o un giro sulle giostrine. E poi ci sono loro, lo Stadio Olimpico Grande Torino, già Stadio Comunale, dove la squadra di calcio del Torino gioca le sue partite casalinghe, e il Palasport Olimpico realizzato per i Giochi invernali di Torino 2006 su progetto dell’architetto giapponese Arata Isozaki, sede di concerti e grandi eventi sportivi – su tutti, il torneo delle ATP Finals, che ha posizionato la città di Torino sulla mappa del tennis globale.
Santa Rita ha un’anima residenziale e una passione per il commercio. Via Tripoli, corso Orbassano, via Gorizia tagliano il quartiere e si incrociano, portando ognuna decine di insegne.
Proprio in corrispondenza dello stadio si incontra corso Sebastopoli, asse portante del commercio in quartiere grazie al suo mercato rionale giornaliero. Come vuole la regola, dove ci sono bancarelle ci sono anche vetrine, e sul corso e nei dintorni si concentrano tante attività di vicinato. Come la storica Macelleria Barberis, dal 1952 garanzia di prodotti della tradizione piemontese. O come il negozio di Studio Estrò, parrucchieri e “consulenti d’immagine”. Su corso IV Novembre affaccia invece L’Odissea Libri e Arte, libreria specializzata in fuori catalogo e volumi d’arte.
Macelleria Barberis
Cibi e bevande
corso Sebastopoli 147/A
I Barberis sono macellai dal 1928. La storia di famiglia inizia in piazza Statuto e continua nell’area del mercato di Santa Rita: qui il padre di Piercarlo, l’attuale proprietario, si trasferisce come dipendente nel 1952, per poi diventare titolare del negozio pochi anni dopo. Scopri di piùProseguendo su corso Giovanni Agnelli si superano via Filadelfia e gli impianti sportivi del Circolo della Stampa - Sporting. Per conoscere nuove storie di commercio, basta imboccare via Boston, dove Simone Falovo, musicista rock, ha trovato uno spazio per il suo Guitar Shop, negozio di chitarre per esperti e principianti, oggi gestito insieme al figlio Giulio. Pochi passi e, sui giardini di piazza Montanari, è il turno di un’istituzione di Santa Rita, la Libreria Gulliver, tra le prime ad aprire fuori dal centro città e impegnata in quartiere anche con un proprio mini-festival letterario.
Da via Boston a corso Orbassano, c’è ancora tempo per due nuovi incontri. A poche vetrine di distanza fra loro, affacciate sul corso, ogni giorno sollevano le proprie saracinesche la Pasticceria Accornero, celebre per la produzione artigianale di golosità come torte e marron glacé, e lo spazio creato dall’erborista Daniela Tosco per esprimere la sua passione per le cure naturali – si chiama I Fiori di Eufrasia, dal nome di una pianta officinale.
A un isolato di distanza, non c’è luogo migliore del Parco Rignon per concludere il percorso. Giardino fiorito acquisito dal Comune negli anni ’50, il cortile cintato ritaglia un angolo di tranquillità e natura al riparo della viabilità stradale. I tanti alberi offrono la possibilità di una passeggiata all’ombra, mentre gruppi di ragazzini e studenti si ritrovano alle panchine o si accomodano sull’erba. L’edificio di origini settecentesche all’interno, Villa Amoretti, da tempo è un’animata biblioteca civica, con una sala studio dalle grandi vetrate affacciate sul verde. E chi vuole leggere il giornale o una rivista trova posto nella struttura semicircolare utilizzata un tempo come aranciera. Sono, la villa e il parco, l’ennesimo piccolo grande esempio di come, anche grazie all’impegno pubblico, la bellezza si possa trovare ovunque a Torino.



