Al Gatto Nero

EPIC di tradizione

Al Gatto Nero ha avuto tante vite. Ha superato la guerra e ha visto le prime Stelle Michelin, attraversando quasi un secolo di storia torinese.

Settimo Vannelli arriva a Torino dalla Toscana nel 1908. A otto anni lascia la scuola, per formarsi nella cucina del ristorante del cognato. Durante il servizio militare è arruolato nella mensa degli ufficiali, dove ogni giorno prepara il pasto a circa settanta persone. Al matrimonio segue l’apertura del primo ristorante. È il 1927, la Trattoria Toscana apre in via Santa Croce al posto della Fiaschetteria Dalmasso. Il nonno e i due fratelli in cucina, le tre mogli in sala.

È un successo. Secondo Andrea Vannelli, nipote e attuale titolare, la cucina toscana era “etnica” per la Torino di quei tempi. Zuppe, fritti, carne al sangue e Chianti, insieme allo spirito positivo del nonno, rendono la trattoria il posto del momento, frequentato da nobili, giovani e professionisti. Il nome cambia e si ispira alla rivista satirica “Il Gatto Nero”, per cui scrivono alcuni studenti che iniziano a collaborare col nonno per saldare il loro debito. L’attività supera la guerra. Nel ’53, passa nelle mani di figli e nipoti, che la spostano nell’attuale sede di via Turati, in ambienti più spaziosi e moderni.

Qui riceve la prima Stella Michelin, poi la seconda: è tra i primi dieci ristoranti in Italia ad averla. Al Gatto Nero non cambia con le tendenze, rimane fedele a una cucina autentica, espressa (tutto è preparato sul momento) e attenta alla materia prima. La carta dei vini è curata, frutto dall’esperienza di Andrea nel settore. Chi viene qui lo fa per interesse vero, o per passaparola. L’insegna non c’è, perché non serve.

Perché comprare vicino?

La vicinanza crea qualità.

Andrea Vannelli
ATTIVITÀ VICINE