Perché comprare vicino?
È una comodità, e c’è un rapporto diretto, uno scambio.
Vito Strazzella
EPIC di valore storico, artistico e culturale
Sotto i portici di via Po c’è un caffè che non è solo un pezzo di storia di Torino, ma d’Italia. Nato come Caffè dei Fratelli Fiorio, fu inaugurato nel lontano 1780, e ha vantato per lungo tempo una clientela altolocata. Nell’Ottocento si incontravano qui gli esponenti più in vista della politica del Regno di Sardegna e intellettuali del Risorgimento come Cavour, Cesare Balbo e Massimo D’Azeglio. Si riporta che Re Carlo Alberto in persona, prima di iniziare le sue udienze, chiedesse cosa si diceva quel giorno da Fiorio.
È sempre Fiorio che negli anni Trenta introdusse il cono gelato a Torino, promuovendolo, si dice, grazie a belle signorine che lo consumavano passeggiando lungo la via. L’astuta pubblicità fece un po’ di scandalo ed ebbe grandissimo successo, lanciando una moda che è ancora ben lontana dall’esaurirsi.
Oltre la devanture in marmo e ottone, entrare nel caffè è fare un viaggio nel tempo: negli arredi signorili si possono incontrare oltre due secoli di eleganza e gusto. Fra poltrone di velluto rosso, specchiere e tappezzerie di pregio l’atmosfera ottocentesca è ancora intatta: la impreziosiscono poi le aggiunte in stile Liberty del raffinato bancone in marmo giallo di Siena e il vecchio orologio da soffitto, ancora funzionante.
Fiorio propone un servizio di caffetteria nella migliore tradizione piemontese e alta pasticceria artigianale. Il gelato è ancora il cavallo di battaglia: segue ricette antiche e utilizza ingredienti scelti e di prima qualità. Ancora oggi è possibile prendere un cono e passeggiare per via Po, gustando un’eccellenza che fa parte della storia della città.